San Genesio Libre

APERITIVO A TEATRO

 

dal 8 al 10 febbraio 2012

RACCONTI A MANOVELLA

Ovvero l’insostenibile impronta dell’Essere


con M. Zamponi,E. Valente, D. Bernard

 

> LO SPETTACOLO

RACCONTI A MANOVELLA ovvero L'INSOSTENIBILE IMPRONTA DELL'ESSERE è una cena tra amici.
Drammaturgia basata su inchieste scientifiche e giornalistiche, testi originali e di autori contemporanei come: D. F. Wallace, J. Safran Foer, S. Endrigo, A. Zanzotto, M. D’Amico, E. Taylor, A. Colombo, N. Zach…
Regia e scrittura scenica del collettivo “NIENTE DI PRESENTABILE”:
Daniele Bernardi, Emiliano Valente e Maria Zamponi.

Tre uomini in barca. No. Tre uomini a tavola. Meglio, due uomini e una donna. Figure anodine, al limite del grottesco. Mangiano. E guardano la tv. Mangiano e guardano la tv. Non c’è sapore né senso. Finché accade qualcosa all’interno dell’apparecchio televisivo ed i tre si animano, lasciandosi attraversare, come veicoli cavi, da notizie, fatti, racconti. La televisione parla di cucina, rifiuti tossici, allevamenti intensivi, ingegneria genetica, fiere eno-gastronomiche. In sottofondo la musica leggera che fa scivolare un’informazione sull’altra. Eppure, a tratti, qualcosa avviene in questi tre pupazzi: come se fossero rapiti da baluginii di coscienza; coscienza che parla per bocca della poesia, di una lingua alta e altra.
Le azioni fisiche e le parole dei tre rincorrono fatti, il corpo va sempre più veloce della parola, finché non si apre un varco per ritrovare una forma umana. Ma sempre sulle note di una canzonetta…

Una riflessione, in forma spettacolare, sul concetto di scarto, risulta, effetto ultimo di una catena produttiva e consumistica che tratta l'ecosistema, ed i suoi abitanti tutti, come elementi da prosciugare e sfruttare al parossismo. Una catena produttiva e consumistica cieca, che non fa i conti con i ritmi della terra, ma solo con la logica del profitto.
L'inquinamento, la deforestazione, la rovina premono sulla stanca anima del mondo, ma anche sulle nostre umane anime, che vagolano tra l'incoscienza e l'impotenza.
Noi dobbiamo capire. E parlare, raccontare, cantare è un modo per farlo...
Per osservare alcune dinamiche ecologiche partiremo dal veramente piccolo per arrivare, forse, al sentimento dell’immensamente grande.
La prospettiva sul mondo è la tavola. A tavola si vive, si attende, si spera, si parla e si fa esperienza, di gusti e consistenze, sì, ma anche di processi e differenze. Parte integrante del rituale della tavola, nell’epoca della società di massa, è anche il televisore: un’enorme bocca da cui escono, incontrollate, miriadi di informazioni. Sta all’uomo raccoglierle o meno, e se le raccoglie elaborarle. Ma come? Cosa assorbirà mentre mastica? La prima digestione, dicono i saggi, avviene in bocca.
Dalla tavola, da questo luogo così legato al quotidiano e all’abitudine, ma che porta con sé e su di sé anche simboli e rituali arcaici e potenti, metafore esistenziali come il nutrimento e la socialità, due uomini e una donna intraprendono un percorso di conoscenza e coscienza, ponendosi domande molto semplici: “Chi siamo?”. “Cosa mangiamo?”. “Cosa produciamo?”. “Come consumiamo e smaltiamo ciò che abbiamo prodotto?”. “Quale sarà, come e dove, il Futuro?”.
A qualche quesito sapranno rispondere, o tenteranno di farlo, ricorrendo anche a fantastiche soluzioni. Altre domande resteranno senza risposta.

 



chi è in scena

> Le attività extra-teatrali del San Genesio

I vini serviti durante gli spettacoli aperitivo sono offerti dalla Casa Vinicola Coppi

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