FUO.RI.TERR.A. presenta

I FISICI?

Ispirato ad un testo di Friedrich Durrenmatt

Regia di Marco D’Aleo

Cambi scena, effetti visivi e scelte musicali per una commistione che mira a mantenere alto l'interesse e la curiosità del pubblico.

> INFO E PRENOTAZIONI

  • dall'11 al 16 maggio 2010
  • Feriali 21.00, domenica ore 18.00
  • Ingresso: intero €13,00 - ridotto €10,00
  • gruppi da 5 persone ridotto €8,00
  • Prenotazioni: sms al n° 339 1747681 oppure via mail a prenotazioni@teatrosangenesio.it

> LO SPETTACOLO

I FISICI, TRA SCIENZA E MORALE

Qual è quella sottile linea di confine che separa il vero dal falso? E la maschera dalla trasparenza? E la follia dalla normalità? E soprattutto quali sono i vincoli o le regole che il sistema ci impone, in base a cui la nostra coscienza decide ciò che è giusto o sbagliato?

Questo è solo uno dei temi che traspare dallo spettacolo I fisici? di Friedrich Durrenmatt, con la regia di Marco D’Aleo, in cui un connubio di diversi stili teatrali, dall’ostentata emotività del melò di fine ‘800 alla frizzante arguzia della commedia dell’arte, funge da metonimia per analizzare le passioni e i comportamenti umani in un contesto “fuori dal comune”: un manicomio.

La peculiarità dello spettacolo risiede nei movimenti di teatrodanza, che annessi alla particolarità dei costumi (su cui sono collegati dei LED) rivendicano un ruolo rilevante, sia da un punto di vista prettamente espressivo (ogni movimento coadiuvato da un diverso colore esprime un proprio significato), sia da un punto di vista scientifico, in quanto ogni corpo, ogni danzatore diventa sulla scena un “neurone danzante”. Un cervello, dei neuroni, che portano in scena delle vite, dei personaggi: tre pazzi che vivono nel manicomio e ammazzano le loro infermiere. Pura pazzia o semplice arrivismo?

E se si scopre che alcuni di loro non sono pazzi, ma è la brama di potere, o l’esaltazione nazionalista a prendere il sopravvento sulle loro coscienze? Allora le cose cambiano, allora i neuroni non sono impazziti: è l’uomo stesso che non anela ad un bene comune, ma solo al proprio bene.

E nessuno può opporsi, neanche il povero Mobius, unico vero scienziato che vive in quell’ospedale psichiatrico, (e forse unico sano di mente, forse) alla ricerca della propria isola felice. Si, perché le sue scoperte, che potrebbero compromettere il destino dell’umanità, sono messe a serio rischio…

Intrighi e nuove sorprese, corredate da un commissario che tutto sa, ma nulla può, una capo infermiera un po’ ambigua, ma soprattutto una direttrice lucida e pianificatrice (vera allegoria dell’arrivismo). Allora questa sottile linea di confine tra follia e normalità si sbiadisce sempre più… Ma esiste questa linea di confine o come direbbe Freud “la pazzia non esiste, è soltanto uno stile di vita alternativo”?

 

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